Adieu

Mi sono dimessa da presidente di Wikimedia Italia.

In questo preciso istante vi odio tutti, o quasi.
Penso siate miopi e irrispettosi del lavoro fatto fin qui, di nove lunghi anni di costruzione, e mi costringete a strapparmi un pezzo di cuore e di anima per dirvelo e per dimostrarvi quanto è vero.
Me ne volevo andare, lo sapete, ma ne abbiamo parlato e stavo lavorando duramente per lasciare tutto in ordine, perché sono una maniaca e mi piace fare le cose per bene. E invece, cazzo!, non vedo altra alternativa che andarmene seduta stante.
Non mi piace dove siamo arrivati né come ci siamo arrivati né vedervi restii a compiere il vostro dovere: prendere delle decisioni per governare questa associazione, esattamente come il vostro ruolo richiede e come io ho cercato di fare in questi anni.
Esino Lario forse è la proverbiale goccia o forse solo una scusa, non è importante. C’è un polverone nell’aria e invece di affrontarlo e domarlo avete nascosto la testa nella speranza che passi. Io non ci sto, mi spiace. Mi auguro che il progetto non sarà quel suicidio che ad oggi mi sembra (sotto tutti gli aspetti!), amo troppo questa associazione per augurarmi che fallisca così miseramente.

Sostituirmi non sarà un problema: Francesco entra di diritto in questo consiglio e voi dovrete solo riassegnare i ruoli come meglio preferite. Non so quanto possa valere un endorsement in questo particolare momento, ma se mai fosse toccato a me scegliermi un erede, beh, avrei voluto Aubrey. Fateci un pensiero, prima di mandarmi a quel paese.

Last but not least, le mie dimissioni si portano dietro una serie di incombenze, di cui dovrete cominciare ad occuparvi da subito: qualcuno che faccia le veci dell’executive director, la sua selezione, l’ufficio, ecc. Nei prossimi giorni vi girerò l’elenco di tutte le attività che ho aperte in modo che voi possiate riassegnarle.

Buon lavoro,
Frieda

ps: irrevocabili.

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